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Scanno: le tradizioni di uno dei borghi più belli d’Italia

Respira aria di pura cultura

Quali sono le tradizioni del borgo di Scanno?

Beh, per chi non lo sapesse, la vera ricchezza di Scanno è racchiusa proprio nelle sue tradizioni e sono talmente belle che meritano di essere raccontate.

Ecco il motivo per cui nasce questo articolo…

Perché voglio offrirti l’opportunità di immergerti, poco a poco, nel cuore di questa affascinante cultura.

Quindi iniziamo?

Cominciamo subito con una delle più famose:

L’arte orafa di Scanno

tradizioni di scanno: l'arte orafa
© Oreficeria Di Rienzo

L’artigianato scannese racchiude in sé varie tradizioni e tra queste la più popolare è proprio l’arte orafa.

Ha origini molto lontane, basti pensare che inizia a diffondersi già dal XVII secolo e, con il tempo, riesce a guadagnarsi la fama che tutti noi oggi conosciamo.

Tutto questo grazie anche alla tipica tecnica che permette di adornare i gioielli con una filigrana dorata.

Da sempre i nostri gioielli hanno adornato i costumi tradizionali delle donne scannesi dando vita a delle vere e proprie linee di gioielli dedicati.

Ma quali sono quelli più amati?

Tra questi possiamo trovare:

  • La Presentosa, un monile dalla forma tondeggiante che può presentare o una dentellatura tutt’intorno o una forma a stella con intarsi in filigrana e incastonature con pietre preziose;
  • Le Circeglie, degli orecchini decorati con dei pendenti in perle;
  • L’Amorino, un ciondolo a spilla raffigurante un grazioso angioletto in procinto di scoccare la sua freccia;
  • La Cicerchiata, una fede nuziale adornata con dei granelli d’oro;
  • Le Sciacquajje, dei grandi orecchini con dei pendenti oscillanti.

Proseguiamo ora con:

Il costume tradizionale di Scanno

costume tradizionale femminile di scanno
© Ersilia Tarullo – Oreficeria Di Rienzo

L’abito che ha scritto secoli di storia della tradizione scannese e che tuttora persiste nella cultura di questo affascinante borgo…

Sto parlando del tradizionale costume femminile di Scanno!

Studi affermano che le sue origini risalgono addirittura alla cultura orientale e ciò spiega le particolari usanze delle donne del posto, invece altri ritengono che la sua provenienza abbia radici longobarde.

D’altronde, risalire alle vere origini di questo costume è alquanto difficile per via delle svariate civiltà che hanno invaso il territorio, ma questa non è per forza una brutta cosa, anzi…

È proprio il fatto che non si hanno certezze a rendere questa cultura così curiosa e intrigante, infatti, non a caso Scanno è una delle mete abruzzesi più ambite dai turisti.

Ma parliamo un po’ delle caratteristiche di questo costume:

L’abito è caratterizzato da una lunga gonna che, in antichità, stava ad indicare la classe sociale di chi la indossava.

Come?

Ad indicarlo erano i colori (tipicamente verde scuro) ed il tipo di stoffa utilizzato.

Con il passare del tempo questo abito ha subito varie trasformazioni, infatti, l’attuale modello non è esattamente come quello di una volta.

Prima la gonna era rivestita con un pesante tessuto caratterizzato da una serie di pieghe, cucite in maniera molto stretta, che arrivavano fino alle caviglie, mentre sul bordo aveva un rivestimento in pannolana rossa che serviva principalmente a proteggere dal fango e dalla polvere.

Le maniche sono molto larghe sulle braccia e si stringono sia sui polsi che sulle spalle.

Si allaccia sul davanti dove è presente una fila di bottoni chiamata “la buttunera”, infine, il costume viene completato da “ju cappellitte”, ovvero un piccolo cappello tradizionale.

Il tutto è lavorato in 18 metri di stoffa e pesa all’incirca quindici chili.

L’arte del merletto a tombolo

È ancora incerto il periodo dell’apparizione della tecnica del merletto a tombolo nel territorio scannese.

Si stima che avvenne tra il XV e il XVI secolo, ovvero quando arrivarono in aiuto muratori e capomastri lombardi per ricostruire chiese e edifici distrutti dal terremoto.

In quel periodo, infatti, le mogli di questi operai insegnarono alle donne del luogo la tecnica del merletto a tombolo che si rivelò subito molto apprezzata.

Man mano, le nostre donne cominciarono a perfezionare la loro tecnica a tal punto da arrivare a creare opere talmente belle da essere vendute, da lì in poi decisero di farlo diventare un vero e proprio lavoro.

Inoltre, la sua lavorazione richiede molta abilità nell’intersecare i filamenti in cotone (in quanto molto sottili), infatti si usano vari strumenti che aiutano alla creazione, ovvero: il cuscino, gli spilli e i fuselli.

Conclusione

Tradizioni affascinanti quelle di Scanno, vero?

Beh, immagina come sarebbe viverle di persona immergendosi completamente nel cuore di questo piccolo borgo e respirare aria di pura cultura…

Fossi in te prenoterei subito la mia prossima vacanza 👇🏻

Scanno ti aspetta!

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